Bilancio di Previsione 2026/2028
8 Gen 2026

Il confronto politico sulla Legge di Bilancio della prima regione industriale d’Europa, che rappresenta il 23% del Pil italiano e che concorre per il 26,3% all’export della quarta nazione esportatrice al mondo, non può iniziare senza gettare almeno un rapido sguardo al contesto internazionale in cui ci troviamo. La guerra russo-ucraina prosegue in tutta la sua asprezza, anche se gli sforzi per giungere ad una pacificazione accedono speranze che tutti confidiamo non siano destinate a spegnersi, e continua ad incidere sull’economia delle nazioni europee, in modo particolare su quella tedesca, alla quale sono strettamente legati molti importanti settori in cui operano le imprese manifatturiere lombarde, anche se i dati più recenti mostrano qualche segnale incoraggiante di ripresa. Il processo di pace in Medio Oriente è ancora molto fragile e, più distanti dai riflettori dei mezzi di informazione, la feroce guerra civile in Sudan e le tensioni che permangono nel Corno d’Africa e nello Yemen, rappresentano una seria minaccia al traffico commerciale nel Mar Rosso, che è l’insostituibile via di comunicazione sia per le nostre esportazioni che per le nostre importazioni. A queste crisi geopolitiche si affiancano i timori per le conseguenze delle politiche tariffarie restrittive della nuova amministrazione degli Stati Uniti, che nel 2024 sono stati destinatari delle esportazioni lombarde per una cifra totale di 13,7 miliardi di euro, anche se i primi dati riguardanti le esportazioni nel 2025 sembrano decisamente smentire o ridimensionare le previsioni più negative.

In questo quadro complesso e difficile appaiono particolarmente significativi i dati positivi della manifattura lombarda nel 3 trimestre del 2025, che vedono crescere la produzione industriale (+0,7%), il fatturato (+1,7%) e le esportazioni. Sono risultati che dimostrano la forza e la competitività del sistema produttivo lombardo e che sono frutto innanzitutto della qualità dei prodotti delle nostre imprese e della loro grande capacità di innovare e di creare filiere efficienti. È uno sforzo che Regione Lombardia vuole sostenere con tutto il suo impegno e la sua capacità di programmare con lungimiranza, di gestire in modo ottimale le risorse disponibili e di favorire l’accesso a nuovi mercati.
La grande sfida che ha dovuto affrontare la Giunta Regionale, ed in modo particolare l’Assessorato al Bilancio, nella stesura di questa manovra è stata quella legata ai contributi di Regione Lombardia ai saldi di Finanza Pubblica, un tema che si era già posto l’anno scorso, legato al rientro in vigore del Patto di stabilità, ma che per il 2026 appariva particolarmente gravoso. Un lungo e complesso lavoro di interlocuzione e di confronto con il Governo ha portato, con il Disegno di Legge di Bilancio, ad una significativa riduzione. Per il 2026 i contributi diretti sono è passati dai 61 milioni preventivati a 46 milioni, mentre per quanto riguarda i contributi sotto forma di accantonamento si è passati da 142 milioni a 125 milioni; quindi, per il 2026 Regione Lombardia ha ottenuto uno sgravio complessivo di 32 milioni. È poi di fondamentale importanza ricordare come le risorse accantonate possono essere utilizzate da quelle Regioni, come Regione Lombardia, che rispettano il parametro del pareggio di Bilancio, come spesa per investimenti nell’anno successivo. Si tratta comunque di un impegno oneroso che incide in modo significativo sulle risorse di spesa corrente. Non si tratta però di un sacrificio fine a sé stesso, gli unanimi giudizi positivi che, a livello internazionale, si sono moltiplicati in queste ultime settimane sulla ritrovata affidabilità dei conti pubblici italiani hanno prodotto subito degli effetti estremamente positivi, il più evidente dei quali è la discesa dello spread sotto i 70 punti. La conseguente riduzione dei tassi di interesse per il finanziamento del debito pubblico rende disponibili risorse preziose per gli investimenti, per la crescita economica e per il welfare e riteniamo non possa fare a meno anche di stimolare il sistema bancario e finanziario a sostenere l’accesso al credito per le famiglie e per le imprese. Al tema dei contributi ai saldi di finanza pubblica va poi affiancato l’impegno per lo smaltimento dei 4,5 miliardi di investimenti effettuati per la realizzazione delle opere infrastrutturali previste dal Piano Lombardia. Tenendo presente questo quadro è davvero un risultato eccellente che il Bilancio di Previsione 2026/2028 sia in grado di confermare per il 2026 gli stanziamenti, per tutti gli Assessorati, previsti nel Bilancio di Assestamento 2025. Per valutare pienamente il valore di questo dato è significativo ricordare come l’anno scorso, presentando in I Commissione il Bilancio di Previsione 2025/2027, con la consueta franchezza, il Vicepresidente Alparone ci disse che per il 2026 era possibile solo fare una previsione “tecnica”, in quanto in quel momento si sarebbe dovuto prevedere un taglio delle risorse disponibili del 70% per il 2026 e del 50% per il 2027.

Il contesto che abbiamo delineato rende particolarmente significativo il fatto che questa manovra di Bilancio confermi, anche per il 2026 uno dei pilastri su cui si fonda la politica sociale ed economica di Regione Lombardia: l’invarianza della pressione fiscale ed il mantenimento di tutte le agevolazioni fiscali in essere. Restiamo fermamente convinti, in piena sintonia con il Governo Nazionale, che il principale ed incisivo intervento a favore dei cittadini, delle famiglie e delle imprese debba attuarsi nell’ambito fiscale. Una scelta politica di fondo che fa sì che Regione Lombardia abbia la pressione fiscale più bassa fra tutte le Regioni Italiane.
Un altro dei punti fermi delle politiche di Regione Lombardia è la capacità di programmare con la massima efficacia l’utilizzo sempre più integrato delle fonti di finanziamento, in modo da creare sinergie virtuose nell’utilizzo delle risorse regionali, statali e comunitarie. Per potenziare questa capacità di utilizzo ottimale delle risorse il Bilancio di Previsione introduce un importante finanziamento per l’overbooking, per una cifra complessiva di 64 milioni nel triennio, proprio con la finalità di consentire la piena attuazione della programmazione ed evitare perdite nell’utilizzo delle risorse comunitarie.
La scorsa settimana l’agenzia Moody’s, che aveva in precedenza elevato, dopo 24 anni, il rating dell’Italia a baa2 con outlook stabile, ha riservato a Regione Lombardia un upgrade a baa1 con outlook stabile, confermando la Lombardia come l’unico caso in Europa di una regione con un rating superiore a quello nazionale. Non si tratta di un mero indicatore finanziario, ma di una valutazione che tiene conto della ricchezza e della dinamicità dell’economia lombarda, di una gestione finanziaria attenta ed efficiente, di un profilo di debito fortemente contenuto. È un giudizio che riconosce la stabilità, l’affidabilità e l’attrattività della nostra Regione.

Sul tema centrale degli investimenti e dello sviluppo economico in questo Bilancio di Previsione viene particolarmente valorizzato un indirizzo, che è già da tempo presente nelle politiche di Regione Lombardia, soprattutto attraverso alcuni bandi che hanno riscosso un particolare successo, e che è destinato ad assumere una sempre maggiore centralità nei prossimi anni, quello della sinergia fra pubblico e privato. Regione Lombardia vuole svolgere con sempre maggiore efficacia il ruolo di catalizzatore delle potenzialità e delle risorse dei territori, delle imprese, del sistema creditizio, del terzo settore, delle Università, delle fondazioni, Un esempio particolarmente significativo di questo modello di sviluppo è sicuramente l’esperimento delle Zone di Innovazione e Sviluppo, pensate per potenziare le specificità dei singoli territori, attraverso la creazione di una rete che coinvolga imprese, centri di ricerca e di formazione, istituti di credito, enti pubblici, al fine di creare le condizioni per la crescita delle realtà produttive, la nascita di start-up innovative, l’attrazione di investimenti, lo scambio di competenze e di conoscenze e percorsi di formazione per un lavoro sempre più qualificato. Questo progetto di valorizzazione dei diversi ecosistemi regionali, che si accompagna ad altre iniziative che vanno nella medesima direzione, come il bando “Nuova Impresa – piccoli comuni e frazioni” che si affianca al bando “nuova Impresa”, uno dei fiori all’occhiello delle politiche regionali che ha permesso la nascita negli ultimi 4 anni di più di 4.000 imprese, richiama immediatamente la centralità della battaglia che Regione Lombardia sta conducendo, e a cui siamo certi non mancherà il pieno supporto del Governo Nazionale e dei nostri rappresentanti a Bruxelles, affinché nella Programmazione Europea 2028/2034 la gestione dei Fondi di Coesione rimanga affidato alle singole Regioni europee. Regione Lombardia deve rispondere ai bisogni di territori che hanno caratteristiche, potenzialità ed esigenze diverse e deve quindi rimanere il programmatore delle risorse europee destinate alla coesione. Sul tema della valorizzazione delle risorse territoriali e degli ecosistemi regionali, nel corso di queste sedute di bilancio, proporremo un provvedimento a lungo atteso e sollecitato da tutte le forze politiche del Consiglio Regionale. Chiederemo infatti che vengano stanziati, per il 2026, 7 milioni di euro per un nuovo bando a favore dei distretti del commercio.
Un altro fondamentale ambito di intervento nel quale la collaborazione fra pubblico e privato riveste un ruolo fondamentale è quello dell’Housing Sociale. Regione Lombardia ha già attivato e programmato interventi significativi di Housing Sociale, che includono sia la realizzazione di nuovi alloggi e canone calmierato, sia il recupero, attraverso interventi di manutenzione straordinaria e di ristrutturazione, del patrimonio abitativo Aler non utilizzabile. La sfida che oggi dobbiamo raccogliere è quella di collegare le iniziative di Housing Sociale al tema del welfare aziendale per contribuire ad affrontare in modo efficace ed incisivo le due grandi questioni, strettamente connesse fra loro, della carenza di manodopera, soprattutto in alcuni comparti del sistema produttivo lombardo, e del potere di acquisto dei salari. Su questo tema ho presentato un Ordine del Giorno sul quale avremo occasione di confrontarci nel corso di queste sedute di Bilancio. Più in generale, per affrontare con provvedimenti incisivi la questione centrale dei bisogni abitativi, nel corso di queste sedute dedicate al Bilancio di Previsione proporremo un investimento di 30 milioni sul triennio per il recupero e la riqualificazione degli alloggi Aler, che risultano sfitti a causa della loro inagibilità.
Un altro ambito che abbiamo identificato come assolutamente prioritario e che necessita di un massiccio piano di investimenti è quello dell’edilizia scolastica, per la riqualificazione e la messa in sicurezza dei 6.500 edifici scolastici della Lombardia. Verrà presentato per questo un ambizioso quanto doveroso piano quadriennale di investimenti che nel suo complesso supererà i 40 milioni di euro.
Per sostenere la crescita e lo sviluppo dei nostri territori e del nostro sistema produttivo un altro intervento imprescindibile riguarda le infrastrutture. Accanto alle opere in corso di realizzazione il Bilancio di Previsione 2026/2028 ha stanziato 1.637 milioni per investimenti in infrastrutture e opere pubbliche, anche questi interventi saranno implementati avendo la massima attenzione per la complessità e la varietà degli ecosistemi del territorio lombardo.
La Sanità rimane naturalmente una priorità assoluta di Regione Lombardia. ai 22.635 milioni già stanziati per il Fondo Sanitario Regionale si aggiungeranno altri 400 milioni, frutto dell’accordo politico approvato lo scorso 24 novembre dalla Conferenza delle Regioni, portando così le risorse destinate alla Sanita per il 2026 ad oltre 23 miliardi
La Lombardia è anche la terra della solidarietà, dove nessuno viene lasciato indietro. Nel Bilancio di Assestamento 2025 era stato previsto un importante incremento delle risorse legate al tema delle fragilità, e quindi già la conferma dell’assestamento 2025 garantisce la piena disponibilità di quegli stanziamenti che, non senza sforzo, erano state doverosamente destinate ai cittadini lombardi che vivono una condizione di particolare fragilità. Tuttavia, ritengo che valga la pena di richiamare alcuni interventi previsti in questo Bilancio di Previsione che sono particolarmente significativi: 61,6 milioni sono destinati a minori ed anziani fragili, 51 milioni ad interventi per persone con disabilità, 34,4 milioni al sostegno per i nuclei familiari in difficoltà domiciliati presso i servizi abitativi pubblici.
Oggi presentiamo quindi una Manovra di Bilancio responsabile, equilibrata, attenta al bene comune di tutti i cittadini lombardi. Il rispetto degli equilibri di bilancio, un atto di responsabilità compiuto guardando al futuro, non ci ha impedito di rispondere adeguatamente alle esigenze ed ai bisogni delle nostre famiglie e delle nostre imprese, con un’attenzione particolare a chi si trova in maggiore difficoltà.

Chiara Valcepina