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Approvata all’unanimità in Lombardia la legge contro il sovraindebitamento

8 Apr 2025

Approvata all’unanimità in Lombardia la legge contro il sovraindebitamento

Quando abbiamo iniziato a lavorare a questa legge, sapevamo bene a chi ci stavamo rivolgendo.
A chi ha perso il lavoro, a chi si è trovato sommerso dai debiti dopo il Covid, a chi fatica ogni mese a tenere insieme tutto: mutuo, bollette, figli, tasse.
Il sovraindebitamento non è solo una questione finanziaria. È un tema sociale, familiare, umano.
Per troppo tempo chi si trova in queste situazioni è rimasto solo, stretto tra la burocrazia, la vergogna e la paura di non avere alternative.
Questa legge nasce per cambiare le cose.
Perché il primo passo per ripartire è sapere che non sei più solo.

Tre assi fondamentali

Abbiamo costruito un impianto legislativo chiaro, basato su tre pilastri concreti:

  1. Contributi a fondo perduto per accedere agli Organismi di Composizione della Crisi
    Abbiamo previsto contributi a fondo perduto per permettere alle persone in difficoltà economica di accedere alle procedure di composizione della crisi gestite dagli Organismi di Composizione della Crisi (OCC).
    Questi organismi, previsti dalla normativa nazionale, operano presso i tribunali e accompagnano chi è indebitato verso un piano sostenibile e legalmente riconosciuto di rientro. Molte persone non riescono nemmeno ad avviare la pratica per via dei costi iniziali. Da oggi, la Regione Lombardia interverrà per coprire quelle spese e rimettere in moto la possibilità di risollevarsi.
  2. Misure di welfare a 360°
    I debiti non colpiscono solo il portafoglio. Colpiscono la salute, la casa, il lavoro, la stabilità personale. Per questo la legge prevede:

      • Sostegno abitativo, anche attraverso l’accesso all’edilizia residenziale pubblica
      • Supporto psicologico, per chi vive in condizioni di forte pressione emotiva e ansia
      • Percorsi di reinserimento lavorativo, anche per chi vuole ripartire con una piccola attività autonoma o professionale
  3. Una rete forte di soggetti coinvolti
    La Regione da sola non può bastare.
    Per questo abbiamo costruito una rete ampia, che coinvolge fondazioni, enti del terzo settore, associazioni, istituti bancari, camere di commercio, ordini professionali, enti locali, Agenzia delle Entrate e Tribunali.
    È un ecosistema di responsabilità condivisa, dove ciascun attore ha un ruolo attivo nel sostenere chi rischia di restare indietro.

Osservatorio e Cabina di regia
Per garantire che la legge resti efficace nel tempo, abbiamo istituito due strumenti di monitoraggio e coordinamento:

  • un Osservatorio regionale che raccoglierà dati, analizzerà l’impatto delle misure e individuerà eventuali aggiustamenti
  • una Cabina di regia, composta da rappresentanti delle istituzioni e da esperti, che garantirà il coordinamento delle politiche e l’attuazione coerente delle azioni previste

In questo modo, la legge non rimane ferma sulla carta, ma può evolvere sulla base di ciò che davvero accade nei territori.

Quello che abbiamo approvato oggi non è solo un insieme di misure.
È un modo nuovo di affrontare una condizione diffusa, ma spesso ignorata.
Abbiamo preso strumenti che esistevano ma erano distanti, frammentati, inaccessibili, e li abbiamo messi in rete, resi leggibili, attivabili, concreti.
Abbiamo ricucito una relazione tra istituzioni e cittadini che non chiedono sconti, ma di poter rientrare nel perimetro. E abbiamo scelto di farlo con un impianto sobrio, responsabile, costruito per durare.
Non sarà una norma appariscente. Ma è una norma giusta.
E in un tempo in cui la fiducia nelle istituzioni si misura sulla capacità di risolvere problemi reali, questa è la direzione da continuare a seguire.