156 Visualizzazioni

Lombardia, mozione per la riabilitazione post-partum: più prevenzione per la salute delle neomamme

5 Apr 2025

Lombardia, mozione per la riabilitazione post-partum: più prevenzione per la salute delle neomamme

Con questa mozione chiediamo di attivare, per le donne che si trovano nel periodo “post partum”, una valutazione specialistica pelvi-perineale e, laddove necessario, un percorso personalizzato di riabilitazione per il recupero del pavimento pelvico. Si tratta di un tema che riguarda migliaia di donne lombarde ogni anno e che ha un impatto molto forte sulla qualità della loro vita e su quella delle loro famiglie.

Non dobbiamo nascondercelo: le donne e gli uomini hanno talvolta esigenze diverse sul piano sanitario. Si parla spesso di “sanità uguale per tutti”, ma la verità è che le differenze esistono e ci caratterizzano. Riconoscerle vuol dire rispettare la natura e offrire a ciascuno il percorso di cura più adeguato. Dopo una gravidanza e un parto – momenti straordinari, ma anche molto impegnativi per il corpo femminile – è giusto che Regione Lombardia abbia un occhio di riguardo per la prevenzione dei traumi e delle disfunzioni legate al pavimento pelvico.

I dati parlano chiaro: si stima che fino al 70% delle donne possa subire un trauma perineale durante il parto. Spesso le conseguenze non si vedono subito, ma possono emergere con il passare del tempo, arrivando a causare problemi di incontinenza, dolori pelvici e disagi intimi che, se non individuati e curati in modo tempestivo, limitano gravemente la vita della donna.
Un intervento precoce, invece, riduce il rischio di complicazioni e aiuta nel lungo periodo a contenere i costi a carico del sistema sanitario. Si tratta quindi di un investimento lungimirante che protegge la salute delle madri e contribuisce alla sostenibilità del SSR.

Valutazione specialistica: Al momento delle dimissioni ospedaliere, tutte le neomamme dovrebbero ricevere la prescrizione per una visita pelvi-perineale tra la sesta e la decima settimana successiva al parto. È un periodo cruciale: la donna ha bisogno di ritrovare il proprio equilibrio fisico e individuare subito eventuali problematiche.
Riabilitazione ad hoc: se la visita specialistica rileva disfunzioni, si avvia un percorso di riabilitazione personalizzato, affidato a professionisti (fisioterapisti, ostetriche, ginecologi) competenti in materia. L’idea è scongiurare il “fai da te”, che può creare più danni che benefici.
Copertura economica: Per rendere realmente efficace questa iniziativa, bisogna destinare fondi specifici ed evitare che la riabilitazione diventi un “lusso” accessibile solo a chi può pagare di tasca propria. La prevenzione deve essere universale e capillare.

Il Piano Sociosanitario Regionale 2023-2027 indica con chiarezza la necessità di rafforzare la prevenzione e gli screening, in tutti i possibili ambiti, non solo quello oncologico. Il punto chiave è questo: la seconda fase della prevenzione è fondamentale tanto quanto la prima. Certamente adottare sani stili di vita è essenziale, ma anche la diagnosi precoce e la riabilitazione svolgono un ruolo strategico, specialmente per chi affronta momenti fisicamente delicati come il post-partum.

Garantire alle donne un recupero adeguato significa aiutare l’intero nucleo familiare a mantenere il proprio equilibrio. Una mamma in salute è una mamma più serena, più presente e più libera di dedicare le proprie energie alla famiglia e al lavoro. Questo ha un impatto sociale enorme: rende le famiglie più solide e partecipi della vita della comunità.
È evidente, infatti, che la famiglia – qualunque sia la sua composizione – resta il cuore della nostra società. Sostenere concretamente le neomamme vuol dire realizzare con i fatti quel principio di tutela e supporto alla genitorialità nel quale tutti noi ci riconosciamo.

Prevenire è sempre meglio che curare: Intervenire tempestivamente significa risparmiare risorse e, soprattutto, garantire benessere a lungo termine.
Rispetto delle differenze: Uomini e donne hanno bisogni diversi, e riconoscerlo non fa altro che rendere più equo e più funzionale il nostro sistema sanitario.
Valorizzazione della famiglia: Non c’è società forte senza famiglie forti. Fornire alle neomamme l’assistenza che meritano è un atto di responsabilità verso tutta la comunità.
Confido, quindi, che il Consiglio Regionale darà un segnale chiaro, votando a favore di questa mozione e testimoniando così, con un impegno concreto, l’attenzione che la Lombardia riserva alle proprie cittadine e alla loro salute.