Caos per i centri estivi: 1500 bimbi senza posto
11 Mag 2022

La «Milano amica dei bambini» lascia a casa 1500 piccoli dai 6 ai 10 anni.
Su 5300 domande arrivate per i centri estivi delle scuole primarie del Comune, in 1500 sono rimasti fuori dalla graduatoria e rischiano di passare l’estate a casa. Oltre che tra le famiglie, furibonde e rimaste con tre mesi senza scuola da organizzare per i loro figli, il caso è scoppiato anche nella riunione di gruppo del Pd di Palazzo Marino, prima del consiglio: La Milano amica dei bambini non può essere solo uno slogan, il ragionamento. E il Comune che vanta un’offerta decennale in questo campo Si trova a fare cilecca proprio nel momento storico in cui le famiglie si stanno impoverendo sempre di più.
Non solo, il tema collegato riguarda lo spopolamento della nostra città: dopo la pandemia e con l’aumento folle dei costi, a partire dalle bollette, molti milanesi stanno cercando casa altrove. Come agganciarli di nuovo? Offrendo servizi, che in questo momento però mostrano tutta la loro debolezza.
Sembra anche che il Comune non si aspettasse tutte queste domande, che per la verità sono le stesse del 2019, ma con il rientro dei lavoratori dello smart working forse qualche iscrizione in più era prevedibile. Questione di programmazione? «Dobbiamo prendere questo segnale – commenta Alice Arienta consigliere comunale del Pd – come una richiesta delle famiglie di avere più servizi. p assolutamente necessario aumentare i posti per andare incontro ai bisogni dei genitori che lavorano». In sostanza il piano «Milano amica dei bambini» è da ripensare.
«1500 bambini esclusi sono tanti – commenta Diana de Marchi, consigliera Pd della commissione Educazione – bisogna stringere alleanza con enti territoriali e del terzo settore per ampliare l’offerta».
Dall’assessorato, a fronte dello stesso numero di domande del 2019, spiegano il disservizio con l’aumento dei bimbi disabili che hanno fatto domanda: «Le famiglie richiedenti sono state circa 5.300, che è il numero totale ricevuto nel 2019. Di queste sono circa 1500 quelle che non sono state ammesse per esubero di posti. Le domande pervenute da parte di famiglie con bambini disabili quest’anno ha visto un considerevole aumento: la media degli anni precedenti era di circa 160 a periodo, quest’anno sono oltre 200 a periodo. La presenza di bambini con disabilità riduce il numero complessivo di bambini che è possibile accogliere nelle singole scuole».
Sottolinea le contraddizioni e le ipocrisie di una politica di pari opportunità solo sulla carta Chiara Valcepina, consigliera di Fdl: «Il Comune che si premura di cambiare i nomi sulle targhe, da “consigliere” a “consigliera”, non investe un euro nelle politiche per le famiglie e a sostegno delle donne lavoratrici – attacca -. Come ha già dimostrato la mancanza del servizio del post scuola. Eppure gli uffici hanno a disposizione tutti i dati per fare una
programmazione adeguata.
Ma l’aspetto più grave è che a farne le spese saranno come al solito i bambini, che verranno privati della società di cui hanno bisogno dopo anni di sofferenze».
«Quello che sta succedendo è gravissimo: un terzo dei bambini iscritti rimasti fuori dalle graduatorie – attacca il capogruppo di Fi Alessandro de Chineo, che annuncia una question time in consiglio -. La vicesindaco e assessore all’Educazione Scavuzzo così come non è stata in grado di organizzare il servizio post scuota negli asili, non è in grado di assumere educatrici e ora mostra l’ennesima lacuna nei servizi».
Qui l’articolo originale:
05.11.2022 [Il Giornale Milano] Caos per i centri estivi – 1500 bimbi senza posto